FLAVIO OREGLIO
"Giù" - 2008

Sulla scia del successo del recente spettacolo "Non è stato facile cadere così in basso", riscrittura teatrale dei temi contenuti nell'omonimo libro di Oreglio, uscito a ottobre 2007 per Bompiani e messo in scena al Teatro della Cooperativa di Milano lo scorso gennaio, FLAVIO OREGLIO e "I  LUF" hanno realizzato il CD "GIU' non è stato facile cadere così in basso", dando nuova linfa al connubio tra teatro e musica, nel solco aggiornato del teatro-canzone, di cui Flavio Oreglio è riconosciuto esponente.
In questo nuovo lavoro musicale, scritto da Oreglio in collaborazione con Dario Canossi e Luca Bonaffini (arrangiamenti a cura dei "Luf"), sono contenute le canzoni dello spettacolo teatrale.

Ballate che trattano temi importanti come la guerra ("KABUL"),  la religione ("LA FIERA DELLE FOLE"),  la filosofia ("IL PENSIERO"), l'isolamento ("MURO"), la politica ("BASTA!"), l'egoismo ("L'ABITO DEGLI ALTRI") e la speranza ("ANIMA POPOLARE"); a cui si aggiunge "VORREI", dedicata a Felicia, madre di Peppino Impastato ucciso dalla mafia nel 1978 e di cui ricorre quest'anno il trentennale, (recentemente celebrato con una "veleggiata antimafia", da SanRemo a Cinisi, di cui il brano ha rappresentato la sigla) e una rilettura della canzone "UN'IDEA" di Giorgio Gaber, presentata alla TV Svizzera nel marzo 2008 in occasione dello speciale "Io mi chiamo G" dedicato al grande attore/cantautore scomparso.

 

FLAVIO OREGLIO
"Siamo una massa di ignoranti. Parliamone" - 2006

Nuovo lavoro discografico abbinato allo spettacolo omonimo di teatro canzone in tour nei teatri italiani.
In questo album, Oreglio si orienta verso la riscoperta delle sonorità  prog associate alla canzone d'autore come già  aveva fatto in parecchi brani del disco precedente "Il momento è catartico " E ci chiamano poeti".

Per l'occasione, oltre ai fedelissimi Marino Bonino (contrabbasso) , Lorenzo Arco (ukulele, chitarra acustica, mandolino, charango), Stefano Covri (chitarra acustica) e Andrea Vandoni (violino) integrati da Mirko De Grandis (basso elettrico), Vladi Tosetto (pianoforte e tastiere), Fabio Balestrieri (arrangiamenti, chitarra classica ed elettrica) e Giacomo Lelli (flauto traverso), Oreglio si è avvalso di collaborazioni d'eccezione: dall'armonica di Fabio Treves (Treves Blues Band) alla sezione ritmica affidata a Walter Calloni (Eugenio Finardi/PFM/Area/Elio e le storie tese) con un'incursione di una special guest straordinaria come Clive Bunker (batterista dei Jethro Tull da This was ad Aqualung) nel brano "Una vita contromano", dalle sezioni di archi di Neil Black (Soft machine) alle percussioni di Miles Bould (Sting/Jamiroquai). L'album è coronato da una presentazione di Keith Emerson.

 

FLAVIO OREGLIO
"Il momento è catartico...e ci chiamano poeti" - 2003

Quinto progetto discogrtafico del cantautore milanese dove finalmente Oreglio si riscopre oltre che scritto, interprete, poeta umoristico e attore comico anche musicista doc.
Un pianoforte a tutta tastiera che percorre tanti generi da Scott Joplin a Keith emerson a fianco di ospiti "indiscutibili" come Davide Van de Sfroos e Oliviero Malaspina (autore con Oreglio del brano che da il titolo al CD).

 

 

 

STEFANO COVRI
"Attimi"

Una gavetta come entertainer nei locali, chitarrista virtuoso e vocalist dalle tonalità  calde e profonde, arriva al suo primo album dopo vent'anni di concerti live. "Attimi" contiene musica e parole d'autore che si spostano dal cantautorato più classico, fino al mondo del jazz e del blues.
La sperimentazione sonora di Stefano si spinge fino al pop internazionale con il brano "Estate".